Su Ballantini una lettera a Fabio Marcelli
di Enrico Crispolti
:: 2007

Lo vedrei infatti erede, consapevole o meno, di una linea articolamente tedesca che, proprio in ragione di una determinanza fortemente disegnativa, corra da Beckman a un Antes. Ma se questo e' l'impianto configurativo complessivo, la caratteristica personale delle sue proposizioni ci indica certamente un quoziente assai elevato di concitazione assillante che rende asfittico il campo della configurazione, venendone un particolare accento di contaminazione persino violenta, che trita frammenti "metafisici", persino di eco "novecentesca", su una costanza di scenario urbano. Evidentemente assunto non tanto come omaggio" alla citta' quando come scena inesorabile del vissuto (e putroppo molto spesso dell'invivibile vivibile attuale). E maggiore e' la congestione piu' efficace mi sembra risulti la sua capacita' di convinzione propositiva.